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Il Tesoro di Limbadi

Il Tesoro di LimbadiQuesta è la storia singolare, realmente accaduta negli anni Settanta a Limbadi, un piccolo Comune calabrese in provincia di Vibo Valentia, che spopolò su tutti i quotidiani italiani dell'epoca.

Il tesoro di Limbadi non è un normale fatto di cronaca, ma anche un racconto che ravviva le speranze di molti scommettitori italiani, perennemente speranzosi di trovare un bug o una falla nel programma di un Casinò online per riuscire ad individuare un valido sistema di vincita.

Non solo, questa vicenda racchiude in sè diverse morali: quella che non sempre i più forti (Case da gioco) riescano ad avere sempre la meglio sui più deboli (giocatori). Ma soprattutto, quando ci ritroviamo in condizioni particolari, anche con pochi segnali evidenti e non casuali, riuscire ad avere la meglio contro il banco non è più un caso ma una valida certezza.

La storia del tesoro di Limbadi
In quegli anni, la Pavesi, per aumentare le vendite decise di lanciare una lotteria praticamente uguale ai moderni gratta e vinci.
In ogni confezione c'era una cartolina con una griglia, con dei riquadri di colori diversi ricoperti da un materiale da grattare via.
I consumatori che, grattando i quattro riquadri di colori diversi, trovavano quattro simboli identici, vincevano 10.000 lire. Chi, grattando una quinta casella, scopriva un forziere, raddoppiava la vincita, e se il forziere era dorato si vincevano 3.000.000 di lire. Una capitale notevole in quel periodo.

La Pavesi, prima di lanciare il concorso, aveva fatto i suoi conti. Dal calcolo delle probabilità aveva stimato che le possibilità di vincere con quel gioco erano talmente basse da rendere sufficiente un aumento di poche lire nel prezzo di ogni confezione, giusto per compensare le spese dovute dalle vincite. Ma la nota ditta di biscotti non aveva fatto i conti con gli attenti abitanti di Limbadi, i quali notarono che le cartoline erano stampate in serie, e che ciascuna serie poteva essere facilmente distinta, in base a delle piccole tracce lasciate dalla stampatrice.

I recidivi
Negli anni Novanta, la Glassex, lancia un nuovo concorso simile a quello della Pavesi, ignara delle abilità dei limbadesi. Che questa volta organizzano una vera e propria caccia al tesoro, obiettivo, accapparrarsi più confezioni possibili della Glassex. Vengono investiti circa 150 milioni di lire per girare per l'Italia per acquistare le preziose confezioni in oggetto con scheda allegata. Dal calcolo delle probabilità risultano essere grattate circa 6 mila cartelle e, sui conti correnti dei limbadesi, finiscono circa 250 milioni.

L'unione fà la forza
Grattando tutti i riquadri di una cartolina per ogni serie, i limbadesisono riusciti ad elaborare un valido ed efficace sistema di vincita, e furono molti ad arricchirsi a spese delle ditte produttrici. E' ovvio che per gli abitanti di Limbadi, che si erano passati la voce, questo gioco non era più casuale come per i consumatori nel resto d'Italia, i quali non potevano trovare una valida metodologia di gioco per avere la meglio sulle aziende che idearono questi concorsi.

Internet come passaparola
Il web è un potentissimo strumento per scambiarsi informazioni, ma raramente si trovano siti di metodologie di gioco che diffondono informazioni serie e veritiere. I migliori, chissà perchè, si trovano sempre dalla quinta pagina in poi della serp di google.